Indagine dell'Università di Modena e Reggio Emilia sulla sicurezza stradale tra i camionisti

Per mesi ricercatori dell’Università hanno monitorato ed indagato sui mezzi pesanti circolanti su alcune delle strade più trafficate del territorio modenese.


L’iniziativa si è sviluppata nell’ambito di una convenzione realizzata con la Provincia di Modena. Finalità della ricerca era individuare il grado di sicurezza sulle nostre vie di comunicazione, valutando in particolare alcuni fattori che rivestono un ruolo importante nell’esposizione al rischio di incidenti stradali tra cui efficienza tecnica dei veicoli pesanti circolanti e rispetto delle normative del codice della strada, ma anche lo stato psicofisico e le abitudini comportamentali dei guidatori.

“Uno studio innovativo – come spiega Maurizio Guaitoli, Assessore provinciale alla Sanità e Politiche sociali – i cui risultati serviranno a promuovere ulteriori interventi di prevenzione sulla sicurezza stradale a livello provinciale e nazionale, e che sarà condiviso con le amministrazioni statali del Ministero degli Interni e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La conoscenza dello stato di salute dei camionisti e dell’efficienza dei loro mezzi costituisce una base fondamentale per progettare gli interventi di prevenzione e promozione di corretti stili di vita e di efficienza degli automezzi che garantiscano la sicurezza dei camionisti stessi e di tutti gli utenti della strada. Questo progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione della direzione regionale Inail e dell’Osservatorio Regionale, ai controlli congiunti di Polizia Stradale e Motorizzazione ed al lavoro volontario della Croce Rossa, nonché grazie all’elaborazione ed interpretazione dei dati dei docenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, la prof.ssa Margherita Bergomi ed il prof. Gianfranco Vivoli. Questo studio, unico in Italia, assume una valenza nazionale dal momento che fornisce un campione significativo delle criticità del trasporto pesante nel suo complesso”.

“Gli incidenti stradali – è intervenuta la prof.ssa Gabriella Aggazzotti, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia - provocano ogni anno in Italia circa 8.000 decessi, circa 170.000 ricoveri ospedalieri e 600.000 prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero: la facoltà medica non può quindi non prestare attenzione a questo importante e rilevante problema di salute, che costituisce la prima causa di morte per i maschi di meno di 40 anni, oltre a rappresentare un notevole carico per le strutture di assistenza. Le problematiche legate alla sicurezza stradale costituiscono quindi un aspetto primario di Sanità pubblica: l'attività di ricerca che viene svolta dai docenti della nostra facoltà, in convenzione con la Provincia di Modena, ha l'obiettivo di individuare i fattori maggiormente implicati nel fenomeno per identificare ed attuare le più efficaci strategie di prevenzione”.

Assieme all’Ateneo emiliano e all’Amministrazione provinciale modenese, all’indagine hanno contribuito, in veste di finanziatore l’Inail Regionale che con l’Osservatorio Regionale della Sicurezza Stradale ha promosso lo studio nell’ambito di un più ampio progetto per la Sicurezza sulle strade, realizzato col coinvolgimento della Polizia della Strada, della Motorizzazione Civile e della Croce Rossa, che hanno effettuato controlli a campione sui conducenti e su veicoli adibiti al trasporto merci in provincia.

“La Sezione Polizia Stradale di Modena – ha affermato la Dirigente della Sezione Polstrada di Modena Anna Lisa Mongiorgi - ha partecipato attivamente al progetto promosso dalla Provincia, finalizzato al controllo dei veicoli commerciali, per verificarne l’efficienza ed il rispetto da parte dei conducenti della vigente normativa in tema di orario di lavoro, tempi di guida e di riposo. I servizi, svolti in diverse località della Provincia di Modena tra cui Sassuolo, Vignola, Pavullo, Mirandola e l’Area di Servizio Calvetro sull’Autostrada A/1, si sono rivelati particolarmente proficui sia per i risultati conseguiti, che per la sinergia tra gli appartenenti a tutti gli Organismi interessati al progetto e la validità delle attrezzature utilizzate. Rilevanti i risultati conseguiti, con il controllo di 134 veicoli commerciali e l’accertamento di 294 infrazioni al Codice della Strada, la maggior parte della quali ha riguardato la violazione dell’art.79 del Codice della strada in materia di efficienza dei veicoli in circolazione. Le violazioni riscontrate per mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo sono state 22, mentre nessun conducente è risultato positivo al test per l’assunzione di stupefacenti o per guida in stato di ebbrezza. A tal proposito va segnalata la proficua collaborazione della Croce Rossa di Modena, che ha attivamente collaborato nel sottoporre i conducenti ai test e dell’Università di Modena- Dipartimento di Scienze di Sanità pubblica che ha potuto effettuare un interessante ed innovativo studio sulla sicurezza stradale”. “La Motorizzazione Civile di Modena – ha proseguito il suo direttore l’ing. Gioacchino di Mari - sottolinea l’importanza della collaborazione interistituzionale che ha promosso questa campagna di controlli sull’autotrasporto, peraltro regolarmente effettuata in quanto rientra nei nostri compiti di istituto. Lo schema di collaborazione con la Provincia di Modena, la Direzione Regionale Inail, l’Osservatorio Regionale sull’Educazione Stradale e la Sicurezza, la Polizia Stradale, la Croce Rossa e l’Università messo in atto in questo progetto diventa un output di processo di grande valore per successivi progetti”.

La ricerca
In tredici diverse giornate tra aprile e dicembre 2008 in cinque località (Sassuolo, Vignola, Pavullo, Mirandola e l’area di servizio autostradale di Calvetro), rappresentative di un alto grado di intensità del traffico dei mezzi adibiti al trasporto merci, è stata compiuta l’indagine che ha affiancato l’attività degli addetti di Polizia e Motorizzazione e Croce Rossa a quella dei ricercatori del Centro di Ricerca per lo Studio dei Determinanti Umani degli Incidenti Stradali afferente al Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica. Ai primi è stato affidato il compito di verificare l’efficienza dei 134 mezzi scelti a campione (Motorizzazione), del rispetto delle normative di circolazione e dei documenti (Polizia Stradale) e di controllo dello stato psicofisico dei guidatori attraverso test di controllo del livello del alcool e di eventuale assunzione di sostanze stupefacenti (Polizia stradale e Croce Rossa). I ricercatori dell’Ateneo hanno invece raccolto informazioni sullo stato di salute, le abitudini alimentari e le caratteristiche del sonno dei conducenti, raccogliendo dati che possono contribuire alla valutazione del ruolo dei fattori umani negli incidenti stradali. “L’attività di controllo - ha dichiarato la prof. ssa Margherita Bergomi che ha coordinato l’indagine col prof. Gianfranco Vivoli - ha prodotto una notevole mole di dati che permettono di avere un quadro rappresentativo non solo del traffico di veicoli pesanti nel territorio provinciale, evidenziando i punti maggiormente critici in relazione alla sicurezza dell’autotrasporto, ma anche di disporre di dati relativi alle caratteristiche dei guidatori, utili al fine di una adeguata programmazione di interventi di prevenzione degli incidenti stradali”.

I dati
- Rispetto delle norme
119 dei 134 veicoli sottoposti a controllo appartenevano a compagnie di trasporto di nazionalità italiana, solo 15 sono stati i veicoli stranieri fermati, mentre relativamente alla nazionalità dei conducenti, il 74 % erano cittadini italiani, il 12,6% cittadini comunitari e il 13,4% cittadini extracomunitari. Sono ben 294 le infrazioni contestate che hanno interessato 101 dei 134 veicoli fermati. Di particolare rilievo è il riscontro, in 76 veicoli di anomalie funzionali, in violazione dell’Art. 79 del Codice della Strada, che riguarda l’efficienza dei mezzi in circolazione, e a causa della gravità delle anomalie riscontrate 57 dei veicoli risultati irregolari sono stati sospesi dalla circolazione. Relativamente rassicuranti sono invece i risultati dei controlli in merito al rispetto della normativa comunitaria in materia di tempi di guida e di riposo, considerando che solo ad 8 dei 134 conducenti fermati sono state contestate infrazioni dell’Art. 174 del Codice della Strada. Mentre non è stata osservata alcuna differenza relativamente all’efficienza dei veicoli e al rispetto delle norme del codice della strada tra mezzi italiani e stranieri, è stata rilevata una differenza nella frequenza di infrazioni all’Art. 175, che regola le condizioni e limitazioni della circolazione sulle strade urbane ed extraurbane tra conducenti italiani (12%) e stranieri (47%). Anche le infrazioni al già citato art. 79 sono risultate significativamente più frequenti nei conducenti stranieri (78 %) rispetto agli italiani (54%).
- Condizioni psicofisiche dei conducenti
Di un certo rilievo è risultata - a conferma di altre indagini condotte su autotrasportatori - la quota di soggetti in sovrappeso o francamente obesi: infatti solo il 20% dei conducenti esaminati è risultato normopeso, il 59% in sovrappeso e il 20% obeso. Per quanto riguarda le abitudini di sonno, in media i soggetti dormono circa 7 ore per notte, ma quasi un terzo dei conducenti in esame (30,5%) ha riferito di dormire meno di 6 ore. 5 degli intervistati hanno fornito risposte indicative di propensione alla sonnolenza diurna legata alla scarsità di ore di sonno ed è noto il ruolo che la sonnolenza diurna del guidatore può svolgere nel favorire gli incidenti stradali. Di particolare interesse ai fini della sicurezza è inoltre il rilievo di una quota non trascurabile di conducenti (10% degli intervistati) che ha riferito episodi di apnee notturne (OSAS: Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno), la cui rilevanza in materia di sicurezza alla guida è ben documentata in letteratura, tanto che una commissione UE sta studiando di inserire questa sindrome fra le patologie rilevanti ai fini della valutazione dell’idoneità psicofisica alla guida.
Proprietà dell'articolo
creato: venerdì 8 maggio 2009
modificato: venerdì 8 maggio 2009