Sicurezza strade: "16 morti al giorno", triste record dell'Italia

Una strage silenziosa e drammatica che non sembra segnare battute di arresto. Ogni giorno in Italia muoiono 15-16 persone per incidenti stradali.


Il nostro Paese, poi, secondo l'Agenzia europea per la sicurezza stradale, e' al quintultimo posto in Europa per la sicurezza delle strade. Ancora: soltanto a Roma ci sono 350 morti l'anno, il che vuol dire 8 incidenti gravi l'anno ogni mille abitanti, contro una media delle altre capitali europee che va da 0,5 a 1,5 incidenti l'anno sempre ogni mille abitanti. Sono questi alcuni dei dati emersi durante il videoforum dell'agenzia Dire dal titolo "(In)sicurezza stradale", al quale hanno partecipato Gaetano Ciavarella, vicequestore aggiunto della polizia stradale di Roma, Giuseppe Caruso, della Societa' italiana di traumatologia della strada, Raffaele Felaco, dell'Ordine nazionale degli psicologi, Luciano Fantini (Associazione famigliari vittime della strada) e Gianluca D'Ascenzo, rappresentante del Codacons.

"Il fenomeno infortunistico- spiega Ciavarella- e' davvero elevato ma non parlerei di un aumento rispetto agli altri anni. I motivi che sono alla base di esso credo che siano essenzialmente culturali". Non si e' capita "qual e' la vera ratio del codice della strada e anche noi abbiamo difficolta' a far comprender che il rispetto del codice non e' finalizzato a non pagare le multe ma a proteggere la sicurezza di tutti".L'uso delle cinture di sicurezza, sottolinea Ciavarella, "e' stato introdotto come obbligo circa 20 anni fa. Eppure a distanza di tutto questo tempo ancora ci sono persone che non le usano". Discorso analogo per la patente a punti: "Dopo i primi 6 mesi, la sua efficacia e' andata scemando". Sulla responsabilita' delle amministrazioni locali e sulla prevenzione insistono invece le associazioni delle vittime della strada e i rappresentanti dei consumatori: "Sicuramente - spiega Luciano Fantini - e' bene assistere prontamente gli incidentati ma e' ancora piu' importante insistere sulla prevenzione e su questo devo dire che siamo in ritardo".

E allora niente peli sulla lingua per quanto riguarda le responsabilita' degli incidenti: "A nostro avviso- prosegue il rappresentante dell'Associazione famigliari delle vittime della strada- non c'e' incidente che avvenga che non sia addebitabile a omissioni dell'amministrazione che gestisce le strade". Sicuramente, "molti provvedimenti del legislatore, come la patente a punti, sono stati percepiti come un modo per venire incontro alla sicurezza dei cittadini". Ma "dove stiamo a meno di zero e' nelle amministrazioni locali: non ce n'e' una che ha affrontato questo problema doverosamente. Cosi' anche se il 70% degli incidenti avviene in citta', si continua a far finta di niente". (Il videoservizio su www.dire.it)
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creato: martedì 29 aprile 2008
modificato: martedì 29 aprile 2008