Sicurezza stradale; Il 12% dei giovani guida in stato ebbrezza

Secondo un inchiesta del sito Studenti.it, condotta attraverso più di 2.000 interviste, il 12% dei giovani ammette di guidare in stato di ebbrezza.


Tra questi il 8% lo fa soltanto durante il week-end, mentre il 4% lo fa più volte durante la settimana. Il 26% dei partecipanti ammette di bere, ma di non superare mai il limite consentito, mentre il 61% ha dichiarato di non bere prima di mettersi alla guida. Questi dati fanno emergere la presenza di un gruppo di persone incuranti del rischio per sé e per gli altri. "Sono una piccola percentuale - è la conclusione dei curatori dell'inchiesta - ma possono causare delle stragi: sono i giovani incuranti dei rischi che porta con se guidare in stato di ebbrezza".

L'inasprimento delle sanzioni introdotto con il decreto Bianchi lo scorso ottobre non avrebbe cambiato molto le cose. "La legge c'è ma non fa paura, ed il decreto contro la vendita degli alcolici dopo le 2 di notte viene abilmente bypassato da tutti: chi si vuole ubriacare - continuano i realizzatori dello studio - lo fa prima delle 2, si porta birra o superalcolici da casa oppure acquista superalcolici dagli ambulanti fuori dai locali".

Dall'inchiesta emerge anche che molti ragazzi condannano questa condotta, "ma non si sentono tutelati dallo Stato a causa di misure del tutto insufficienti ad arginare il problema. Difficilmente si finisce in prigione se si provocano incidenti gravi: spesso l'ubriaco che provoca un incidente è un incensurato che patteggia godendo degli sconti. Se si uccide qualcuno - concludono da studenti.it - l'omicidio è considerato colposo e non volontario".

Ecco alcuni commenti degli under 30 che hanno partecipato all'inchiesta on line. "I provvedimenti attuali - spiega Luca - non risolvono il problema e bisognerebbe introdurre metodi più drastici, come il carcere oppure la revoca immediata della patente. Inoltre i controlli andrebbero intensificati, anche davanti i locali, in modo da impedire all'ubriaco di poter guidare". Alessandro ritiene che la "storia dello 0,5 è una questione soggettiva: l'alcol c'è chi lo regge di più, chi di meno. C'è chi non sa che con un drink è già fuori dai parametri benché sobrio. Quindi per evitare equivoci chi guida non può bere neanche un goccio. La volta dopo guiderà un altro e lui potrà ubriacarsi fino alla nausea".

Ma alcuni giovani continuano a minimizzare il problema: "Il goccio in più - dice Pierpaolo - non credo incida molto sul mio stile di guida ovvero sempre rilassato e per la maggior maggior parte dei casi entro i limiti a parte quando questi diventano troppo restrittivi e inadeguati per il tipo di strada su cui viaggio. Ma soprattutto non mi impedisce assolutamente di ragionare e di perdere la cognizione visiva".
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creato: mercoledì 14 maggio 2008
modificato: mercoledì 14 maggio 2008