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Bologna, manuale per "Una città senza incidenti".

Un " manuale " per costruire una città senza incidenti . E’ il testo prodotto dal Centro Camina , su incarico della Regione Emilia-Romagna , che è stato presentato il 3 febbraio nella sede della Regione a Bologna.

Nonostante un trend positivo che tra il 2001 e il 2003 ha visto diminuire il numero di incidenti , i dati elaborati sull’Emilia-Romagna (fonte Istat) risultano, in termini assoluti, tutt’altro che tranquillizzanti e, in percentuale, ancora ben distanti dall’obiettivo della Regione di dimezzarli al 2010, in ottemperanza al target fissato dal Libro Bianco del 2001 dell’Unione Europea. Dopo l’istituzione, nel 1983, dell’ Osservatorio regionale per l’educazione stradale , la sicurezza e la programmazione, e dopo gli investimenti, pari a decine di milioni di euro, per la sicurezza della rete stradale urbana ed extraurbana, a confermare l’attenzione costante da parte della Regione Emilia-Romagna per questa emergenza viene ora la pubblicazione " La città senza incidenti " di Valter Baruzzi, Alfredo Drufuca e Giancarlo Sgubbi, realizzato dal Centro di Ricerche Camina(Città amiche dell’infanzia e adolescenza) su incarico degli Assessorati regionali alle Politiche Sociali e alla Mobilità e Trasporti .
Con questo volume, unico nel panorama editoriale italiano, la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione di progettisti, tecnici e amministratori pubblici uno strumento di alto profilo che illustra sia metodi di progettazione partecipata per individuare interventi condivisi dalla cittadinanza sia soluzioni tecniche e strutturali per progettare ex novo , o riprogettare, strade e spazi urbani in funzione della sicurezza stradale , soprattutto dei soggetti più deboli, come pedoni, ciclisti, bambini e anziani.

"Migliorare la sicurezza – ha affermato l’a ssessore alle Politiche sociali Gianluca Borghi - rende più libere le persone all’interno della città, mette in grado di considerare la città amica. E’ per questo che per la prima volta due assessorati, quello alla Mobilità e quello alle Politiche sociali, hanno condiviso un percorso che deve riguardare la progettazione, la programmazione e quindi le scelte concrete per quel che riguarda i bambini, le persone disabili, le persone più deboli della nostra comunità. Un percorso che deve vedere l’obiettivo di garantire loro la sicurezza, di fare in modo che una mobilità più amica renda possibile vivere nelle città, come è necessario".

Per l’ assessore alla Mobilità Alfredo Peri , "le nostre città da un punto di vista della mobilità sono non molto sicure, quindi bisogna agire fondamentalmente su due livelli. In primo luogo migliorando le condizioni della mobilità dal punto di vista infrastrutturale, non solo per le auto ma anche offrendo nuove alternative che partono dal mezzo collettivo e pubblico, ma anche sulla mobilità che possiamo definire dolce, leggera, cioè quella per i pedoni, i ciclisti, coloro che hanno difficoltà motorie. L’altro fronte è rappresentato dalla necessità di lavorare su una nuova cultura della mobilità: non possiamo consegnare la soluzione di questi problemi agli ingegneri o ai vigili urbani, dobbiamo promuovere una diffusa formazione che parta dai ragazzi, per dimostrare che è possibile muoversi con la testa e non solo con i piedi".

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fonte: Regione Emilia Romagna
creato: martedì 1 febbraio 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007