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Chiave da neopatentato... e l'auto non supera i 130.

E' stata presentata una chiave speciale , un congegno a misura di neopatentato , in grado di limitare la velocità della vettura su ordine familiare.

La fatidica richiesta ("Papà mi dai le chiavi della macchina?"), che tanta ansia produce nel genitore, trova finalmente la risposta giusta: la chiave speciale , un congegno a misura di neopatentato, in grado di limitare la velocità della vettura su ordine familiare. In autostrada la legge dice centotrenta, ed è impossibile sgarrare perché l'acceleratore, grazie al controllo elettronico, è più bloccato della Salerno-Reggio Calabria ad agosto.

La nuova tecnologia porta ancora una volta la firma Volvo , casa che della sicurezza stradale ha fatto tesoro, e non solo pubblicità. Gli svedesi, infatti, non amano perdere tempo: probabilmente tra un paio di anni la chiave antivelocità la vedremo a bordo, insieme a tanti altri dispostivi di sicurezza che contribuiranno- si spera- a ridurre l'assurdo bilancio delle vittime della strada.

La trovata della chiave , indubbiamente, è semplice ma efficace: basta programmare la velocità desiderata- gli svedesi suggeriscono 90 km/h per i ragazzi che hanno appena assaggiato la patente- e l'auto non li supererà mai, e se si prova a manometterla il motore si spegne. Ma c'è l'altra faccia della medaglia: il passespartout, cioè la chiave vera, che consente di sciogliere il limitatore, e che il papà dovrebbe custodire gelosamente.

I diciottenni, malgrado corrano un rischio di incidente doppio rispetto alla media degli automobilisti, non sono l'unico fronte caldo: c'è il trasporto su gomma che fa gola al grande business , ma soprattutto ci sono i trasgressori recidivi ai quali lo Stato potrebbe imporre la pena della velocità massima controllata. Nel pianeta Volvo il concetto di sicurezza si estende alla prevenzione della guida in stato di ebbrezza.

Il sistema " multilock ", con cui è equipaggiata una vettura sperimentale , prevede anche un etilometro incorporato nella cintura della sicurezza. Prima di mettere in moto bisogna allacciare la cinta e soffiare dentro un tubicino, per poi attendere qualche secondo fino a quando la spia verde sul cruscotto da il via libera, altrimenti (o se il verdetto è positivo)la vettura non fa un metro . Certo, i furbi potrebbero farsi accendere la macchina da un amico sobrio o da un passante, ma contro questa evenienza già esistono contromisure adeguate .

C'è una ditta americana che produce lo Smart Start , un naso elettronico, che effettua test alcolemici anche quando il veicolo è in marcia. Se il conducente risulta ubriaco, una voce gli chiede prima di accostare, e ad ulteriore rifiuto il sistema attiva la sirena e i fari lampeggianti. Pare che questo optional vada alla grande in New Mexico , dove le autorità hanno deciso l'installazione temporanea ma obbligatoria per tutti gli automobilisti condannati per guida in stato di ebbrezza. Misure drastiche ma non per questo da biasimare, negli Usa come in Europa.

Secondo i dati della Commissione Europea , infatti, sono circa 10 mila ogni anno le vittime di incidenti stradali provocati dall'alcol, ed i giovani tra i 18 ed i 25 anni sono in cima alla triste graduatoria. In Italia le cifre fornite dal Ministero della Salute, elaborate su dati ISTAT, parlano di 4 milioni di bevitori "problematici" e di un milione di alcolisti , mentre cresce bruscamente anche il consumo tra i più giovani. Un problema capace di riunire persino gli schieramenti politici, come dimostra la recente approvazione di un provvedimento che revoca per sempre la patente a coloro che provocano incidenti mortali sotto gli effetti di sostanze stupefacenti o alcol.

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fonte: La Repubblica
creato: lunedì 1 agosto 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007