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Multa Autovelox vale anche senza contestazione immediata.

E' valido il verbale di un'infrazione rilevata da autovelox , anche nell'impossibilita' della contestazione immediata , secondo la prima sezione civile della Corte di Cassazione .

La Corte ha accolto il ricorso del Comando di Polizia municipale dell'Unione dei Comuni della Marrucina contro una sentenza del Giudice di pace che - su ricorso di un cittadino - aveva annullato il verbale di accertamento con il quale, nel 2001, era stata contestata un'infrazione per il superamento del limite di velocita' nel centro abitato di Orsogna (Chieti).

Il Comune di Orsogna (Chieti) e' stato patrocinato in Cassazione dallo studio legale degli avvocati Domenico e Pierluigi Maria Tenaglia. Secondo la Suprema Corte , in base all'art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, ''deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l'apparecchiatura consenta la determinazione dell'illecito in tempo successivo , ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia gia' a distanza dal posto di accertamento, o comunque nella impossibilita' di essere fermato''.

Ne deriverebbe ''che, ove l'apparecchiatura non consenta la determinazione dell'illecito se non dopo il transito del veicolo, e' sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l'apparecchiatura permetta l'accertamento dell'illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che - prosegue la sentenza - dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilita' di personale dell'Amministrazione e senza che sulle modalita' di organizzazione sia possibile alcun sindacato giurisdizionale''.

La sentenza del Giudice di pace avrebbe, al contrario, censurato l'organizzazione del servizio di vigilanza da parte della Polizia municipale . La Cassazione ha deciso nel merito il ricorso, stabilendo la legittimita' della sanzione amministrativa, rigettando l'opposizione a suo tempo presentata al Giudice di pace . L'opponente, condannato alle spese di giudizio, a fronte dell'importo iniziale di 130 euro della contravvenzione dovra' ora pagare circa 570 euro.

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fonte: ANSA
creato: mercoledì 1 giugno 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007