UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA

Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica, Centro di ricerca per lo studio dei determinanti umani degli incidenti stradali


E’stato istituito presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia un Centro per lo Studio dei Determinanti Umani degli Incidenti Stradali (Ce.S.D.U.I.S.) che si propone di approfondire con un approccio integrato il ruolo dei fattori di rischio legati alle condizioni psicofisiche dei conducenti nel determinismo degli incidenti stradali. Tale Centro di ricerca è’ coordinato dal prof. Gianfranco Vivoli, Direttore del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica dell’Università di Modena e Reggio-Emilia.

Da circa 20 anni presso il Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica vengono condotti studi sul grado di attivazione neuroendocrina e cardiovascolare generato, in vari gruppi di soggetti, da condizioni di stress psicofisico, presenti in diversi ambienti di vita e di lavoro. In tale contesto sono anche stati indagati gli effetti biologici generati dalla guida di diversi tipi di veicoli (automobili, autobus, autocarri), tenendo conto del ruolo del profilo di personalità. A tal fine sono stati misurati alcuni marcatori biochimici di stress (quali catecolamine e cortisolo), alcuni modulatori del tono vascolare e della funzione piastrinica (quali prostacicline e trombossano) e alcuni parametri emodinamici (ECG secondo Holter, pressione arteriosa).

Il Centro per lo Studio dei Determinanti Umani degli Incidenti Stradali si propone di diventare un punto di riferimento in ambito nazionale per lo studio dei fattori umani degli incidenti stradali, che in Italia rappresentano la prima causa di morte nelle classi di età compresa tra i 15 ed i 30 anni e sono una delle maggiori cause di invalidità (oltre 20.000 invalidi permanenti all’anno). Sulle responsabilità di questa vera e propria “emergenza sanitaria” esistono abbondanti rilevazioni statistiche ed un’ampia pubblicistica, ma pochi studi hanno adeguatamente approfondito il ruolo esercitato sulla performance di guida e sulla incidentalità stradale di sostanze psicotrope (alcol, droghe) e di farmaci che possono ridurre la vigilanza e/o favorire la comparsa del colpo di sonno. Diversi fattori di natura psicologica e comportamentale legati all’età, alla dieta, al diverso ritmo sonno-veglia e ad alcune patologie cronico-degenerative possono altresì compromettere lo stato di vigilanza con possibili ripercussioni sugli infortuni stradali.

Gli obiettivi che il Centro Ce.S.D.U.I.S. intende sviluppare, avvalendosi di svariate competenze presenti nell’Ateneo nelle discipline che si occupano di Sanità Pubblica, Fisiologia, Psicologia, Farmacologia, Medicina legale, Alimentazione e Nutrizione umana, riguardano le seguenti tematiche:

· studio del profilo cognitivo e di personalità del guidatore, quale strumento per l’eventuale adozione di percorsi formativi e riabilitativi specifici per ripetute condotte di guida rischiose;
· studio del ruolo svolto dal debito di sonno e dal sovraccarico lavorativo sul rischio di incidenti stradali;
· studio dell’influenza che il ritmo spontaneo sonno-veglia dei conducenti, stimato tramite appositi marcatori biochimici (melatonina, cortisolo) può esercitare sui livelli di performance alla guida;
· valutazione dell’influenza di farmaci di largo impiego sui livelli di vigilanza e sull’eventuale comparsa di uno stato di sonnolenza che può compromettere la sicurezza nella guida di un autoveicolo;
· studio dei comportamenti alimentari e delle combinazioni quali-quantitative dei nutrienti che meglio garantiscano lo stato di attenzione durante la guida;
· valutazione del ruolo che hanno alcune patologie cronico-degenerative, sia di natura fisica che mentale, nel compromettere la performance di guida.

Risultati conseguiti nelle ricerche in corso
·
in conducenti di autobus urbani si è registrato, durante il turno di lavoro, un rilevante incremento dei livelli urinari di catecolamine ed in particolare di adrenalina i cui livelli sono risultati correlati con l’assunzione di bevande xantiniche e con l’abitudine tabagica;
· in un successivo studio condotto su autisti di autotreni è stato confermato che la guida induce una rilevante attivazione del sistema adrenergico il cui incremento percentuale rispetto ai valori di partenza è caratterizzato da un’ ampia variabilità individuale;
· In tali soggetti si è osservato un incremento della frequenza cardiaca e comparsa di extrasistoli sopraventricolari in condizioni avverse di traffico e di nebbia;
· durante gare amatoriali si è osservato un notevole incremento della frequenza cardiaca (fino a 180 btt/min) e comparsa di extrasistoli sia atriali che ventricolari;
· E’ stato documentato che l’aumento delle catecolamine legato allo stress da guida, sia di mezzi pesanti che di macchine preparate per gare su pista, è correlato alla componente ansiosa della personalità stimata mediante appositi questionari (STAI, IPAT16PF);
· il rilevante incremento dei livelli urinari di trombossano, da noi registrato in conduttori di mezzi pesanti al termine del turno di guida, fa supporre che le condizioni stressanti della guida prolungata possano favorire il rilascio di questo modulatore della funzione vasale e piastrinica; tenuto conto che il trombossano svolge un importante ruolo come vasocostrittore ed aggregante piastrinico tale marcatore potrebbe essere proposto come indicatore di rischio cardiovascolare;
· in studenti volontari dopo il soggiorno in discoteca si è osservato che il complesso dei fattori stressanti generati in tali locali ( musica ad alto volume, luci psichedeliche) determina un peggioramento della percezione visiva stereoscopica con una potenziale riduzione della performance nella guida notturna;
· nell’ambito di uno studio condotto su autisti di mezzi pesanti è stato indagato il grado di vigilanza mediante appositi test psicometrici; si è osservato un peggioramento dei tempi di reazione e della capacità reattiva sotto stress in rapporto all’età anagrafica anche all’interno di una fascia di età molto circoscritta (34-53 anni);
· degno di nota è il reperto di un peggioramento della performance di guida in rapporto ai livelli di melatonina misurati al mattino in alcuni soggetti. Tali risultati suggeriscono l’opportunità di adeguare le schedule di guida al cronotipo individuale serotino o mattutino.
· si è altresì osservato che la performance di guida, stimata tramite la misura dei tempi di reazione a stimoli visivi e acustici, peggiora in rapporto ad alcuni tratti della personalità e in particolare con la stabilità emotiva (BFQ-S).
· stiamo attualmente indagando i correlati biochimici di un particolare aspetto della personalità denominato” Sensation Seeking” ( ricerca di sensazioni forti), che sembra essere associato a comportamenti di guida pericolosi i quali a loro volta sembrano correlati ad una maggiore rischio di incidenti stradali.

Prof. Gianfranco VIVOLI
Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica Università di Modena e Reggio Emilia
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e-mail: vivoli.gianfranco@unimore.it 
Proprietà dell'articolo
creato: lunedì 2 luglio 2007
modificato: lunedì 2 luglio 2007