Sicurezza stradale: un segnale su due è fuorilegge

Il 45,8% dei segnali stradali italiani non rispetta le normative in materia mettendo a rischio la sicurezza di automobilisti e pedoni.


Vecchi, posizionati male e a volte invisibili: il 45,8% dei segnali stradali italiani, praticamente uno su due, non rispetta le normative in materia mettendo a rischio la sicurezza di automobilisti e pedoni. E paradossalmente di segnaletica ce ne è anche troppa, almeno il 15% in più del necessario. A lanciare l'allarme è Assosegnaletica, l'associazione tra le aziende produttrici di segnaletica stradale aderente ad Anima/Confindustria, che in una tavola rotonda ha proposto di destinare il 30% degli introiti delle multe al rinnovo e alla manutenzione dei segnali stradali.

L'associazione ha chiesto di destinare 350-400 milioni di euro in tre anni per il rifacimento dei cartelli fuorilegge, e almeno 80-100 milioni per la manutenzione annuale. Proposte che hanno trovato il sostegno del sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, che ha sottolineato come la segnaletica "debba tornare al centro della nostra attenzione, perché il suo ruolo é fondamentale nella sicurezza stradale".

La qualità dei segnali stradali italiani, secondo l'associazione, lascia molto a desiderare: la loro età media è 12 anni e spesso sono disposti "in maniera discutibile", mentre a volte - è il caso di alcune strisce pedonali nelle grandi città - sono letteralmente invisibili perché cancellati dal quotidiano passaggio dei veicoli e non più rinnovati. E' una situazione "drammatica", specialmente nelle grandi città. Un dato, questo, che fa riflettere se si considera, come ha ricordato Giachino, "che proprio sulle strade urbane si verifica la maggior parte degli incidenti stradali".

Uniche isole felici nel panorama nazionale della segnaletica stradale sembrano essere Trentino e Piemonte. Per contribuire al miglioramento della sicurezza stradale e rilanciare il comparto in difficoltà (i bandi di gara di segnaletica negli ultimi due anni sono diminuiti di circa il 40%) Assosegnaletica ha lanciato una serie di proposte. Rottamare i segnali obsoleti e senza marchi, predisporre una segnaletica maggiormente visibile in particolare per l'utenza debole (scuole, pedoni, anziani ma anche i tir nelle aree urbane dove i segnali sono "concepiti soprattutto per le automobili") sono le azioni concrete chieste dall' associazione.

"Andrebbe anche valorizzato - ha spiegato Paolo Cattorini presidente di Assosegnaletica - l'articolo 208 del Codice della Strada, destinando una quota fissa dei proventi delle multe alla sostituzione della segnaletica e revisionando il Codice della Strada". L'associazione ha anche deciso di lanciare, nel 2009, una campagna di comunicazione per aiutare gli utenti "a individuare la buona e cattiva segnaletica e aiutare gli amministratori locali nella realizzazione dei segnali". Sul fronte normativo, l'on. Silvano Moffa, della Commissione Trasporti della Camera, che ha ricordato di aver presentato una proposta di legge che prevede di destinare almeno il 30% dei proventi delle multe alla segnaletica, ha sottolineato la necessità di "riordinare un quadro normativo confuso".
Proprietà dell'articolo
creato: giovedì 6 novembre 2008
modificato: giovedì 6 novembre 2008