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Più incidenti per l'alcol in Italia.

Sul totale delle cause accertate o presunte di incidente stradale, quelle per stato di ebbrezza erano l'1,2% nel 2003, sono salite all'1,5% nel 2004.

Più incidenti per aver alzato il gomito. L'ultima relazione del ministro della salute al parlamento sulla legge quadro sull'alcol, del dicembre 2005, è chiara: sul totale delle cause accertate o presunte di incidente stradale, quelle per stato di ebbrezza erano l'1,2% nel 2003, sono salite all'1,5% nel 2004.

Gli incidenti legati all'abuso di alcol avvengono soprattutto in città , spiega ancora la relazione. Lo stato di ebbrezza rappresenta, nel 2004, il 72% del totale delle cause dovute allo stato psicofisico del conducente, con 4.140 Casi rilevati (contro i 3.548 Del 2003).

Ma non è tutto: sette giovani su dieci bevono alcolici. A 13 anni l'età media del primo bicchiere. I consumatori abituali rappresentano il 18,7 per cento di chi ha dichiarato di aver bevuto almeno 5 unità di bevande alcoliche nell'ultimo mese. Oltre 18mila gli under 18 capitati in moto o in auto con il guidatore in stato di ebbrezza. Conferenza stampa dell'Eurispes Calabria in occasione della giornata mondiale sulla prevenzione di alcool . Presenti il direttore generale dell 'Azienda ospedaliera di Cosenza , Cesare Pelaia , il direttore dell' Azienda sanitaria di Cosenza , Battista Aquino e la responsabile dell' Unità operativa alcologia dell'Asl di Cosenza , Maria Francesca Amendola . "E' necessario fare rete per proteggere le giovani generazioni dai rischi alcol-correlati.

I giovani - ha dichiarato il presidente dell'Eurispes Calabria, Raffaele Rio - costituiscono un target molto esposto ai rischi legati al consumo di alcool. Rischi spesso assunti in maniera inconsapevole e sempre più influenzati dalle pressioni sociali, mediatiche, pubblicitarie, familiari. L'alcool, a differenza degli altri principali fattori di rischio, gode di una accettazione sociale e di una familiarità e popolarità legate alla cultura italiana del bere, una cultura mediterranea che poneva, sino ad un decennio fa, il consumo di vino come componente inseparabile dell'alimentazione.

Oggi si può affermare senza ombra di dubbio - ha continuato Rio - che, a fronte delle modificate abitudini e modelli di consumo e della più ampia disponibilità ed offerta di bevande alcoliche, i giovani, e spesso anche gli adulti e, tra questi, le donne in particolare , hanno adottato modelli di consumo che, separando il bere dalla ritualità dei pasti, hanno trasformato il significato originale del bere in un valore comportamentale prevalentemente legato all'uso dell'alcol in funzione degli effetti che esso è in grado di esercitare sulle performance personali . L'alcool - ha concluso Raffaele Rio - è usato , e non consumato , per sentirsi più sicuri, più loquaci, per facilitare le relazioni interpersonali, per apparire più emancipati e più " trendy ", alla moda, per essere più facilmente accettati dal gruppo o, in alcuni casi, per conquistare un ruolo di (presunta) leadership tra i pari".

Il consumo : "trincano" sette ragazzi su dieci. in testa Paola, Rossano e Lamezia . Il consumo di bevande alcoliche tra i ragazzi calabresi risulta molto diffuso: 7 giovani su dieci (70,8%) hanno dichiarato di bere alcolici con una prevalenza maggiore fra i ragazzi (75%) rispetto alle ragazze (66,2%).
Riguardo i luoghi di ritrovo in cui abitualmente i giovani consumano bevande alcoliche, in testa alle preferenze troviamo i pub e le birrerie (30,7%); seguono la propria casa o casa di amici (17,5%) e la pizzeria (15,0%), pochi, invece, i ragazzi che si ritrovano a bere alcolici in discoteca (3,8%).

Nella disarticolazione dei dati per ASL di appartenenza dei giovani intervistati, è possibile tracciare una graduatoria del livello di diffusione del fenomeno tra le diverse aree della regione. In testa alla classifica , con la più alta percentuale di soggetti che dichiara di consumare sostanze alcoliche, si collocano le ASL di Paola con l'81,6%, Rossano con il 76,3% e Lamezia Terme con il 75,3%. A seguire, con valori di poco inferiori, le ASL di Crotone e di Cosenza entrambi con un valore pari al 74,3%; nei gradini più bassi si posizionano invece le ASL di Locri (63,1%), Vibo Valentia (61,5%) e Palmi (59,7%).

La " prima volta " a 13 anni. Relativamente all'età della prima assunzione, si rileva, che l'età media in cui i ragazzi hanno iniziato a bere è 13 anni. In particolare, l'analisi per sesso evidenzia ancora una volta che i ragazzi iniziano prima delle ragazze: il 20% dei primi a fronte del 10% delle seconde hanno provato sostanze alcoliche prima dei dodici anni (precisamente tra 8-11 anni). Poco meno di 3 ragazzi su 4 (il 73,1%) hanno iniziato tra i 12 e i 15 anni (quasi indistintamente, sia per i maschi, il 73,6%, che per le femmine, il 72,7%), l'11,5% tra i 16 e i 18 anni ed in questo caso, a conferma di quanto appena osservato, sono di più le ragazze che i ragazzi (rispettivamente il 17,1% a fronte del 6,6%).

Le motivazioni al consumo : la compagnia fa l'uomo ladro per 1 giovane su 2. Ma quali sono i motivi che spingono i giovani calabresi a consumare sostanze alcoliche? La maggioranza del campione intervistato, il 51,3%, indica come motivazione principale lo spirito di gruppo, ossia la possibilità o volontà di farlo in compagnia (51,3%). Un'altra quota rilevante, il 25,9%, non individua una ragione specifica sostenendo che l'alcool procura, comunque, piacere; il 10,2% sostiene, invece, che esso aumenti il divertimento, pochi coloro che trovano nel bere un modo per evadere dai problemi quotidiani (4,1%) o ancora una condizione che li può fare sentire più adulti (1,1%). La birra "prima di tutte". Relativamente alla tipologia di alcolici e alla modalità di consumo delle stesse, si nota innanzitutto che i ragazzi, in generale, fanno un maggiore uso di alcolici rispetto alle loro coetanee.

La bevanda più consumata , principalmente durante i pasti (59,2%) risulta la birra: hanno dichiarato di berla il 93,7% dei maschi e l'86,8% delle femmine; a seguire, con un numero sensibilmente inferiore di consumatori, il vino, anch'esso bevuto per lo più durante i pasti (56,9%), dal 72,5% dei ragazzi e da un più basso numero di ragazze, il 58,4%. Rilevante è anche la quota di soggetti, il 71,7% dei maschi a fronte del 64,7% delle femmine, che ha dichiarato di bere superalcolici , che, a differenza del vino e della birra, vengono consumati quasi esclusivamente fuori dai pasti (64,5%). I digestivi risultano le sostanze alcoliche meno consumate, incontrando comunque i gusti del 62,7% dei ragazzi e del 57,7% delle ragazze.

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fonte: La Repubblica
creato: sabato 1 aprile 2006
modificato: venerdì 23 febbraio 2007