Archivio News » Archivio News

Gli incidenti in regione: 700 morti e 34.000 feriti l'anno.

Ridurre il numero ed effetti degli incidenti stradali e un centro di monitoraggio per la sicurezza stradale: due strumenti su cui punta la Regione Emilia-Romagna .

Quasi 15 milioni di euro per ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali ed un centro di monitoraggio per la sicurezza stradale . Sono due degli strumenti sui quali la Regione Emilia-Romagna punta per dotarsi di una rete stradale sempre più all’ avanguardia , sicura ed efficiente .
Il nuovo bando previsto dal secondo Programma
Annuale del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (Pnss) sarà aperto entro luglio, mentre il bando di gara per la costituzione del Centro di monitoraggio sarà predisposto non appena i finanziamenti verranno resi disponibili dallo Stato.

IL SECONDO PROGRAMMA ANNUALE DEL PIANO NAZIONALE PER LA SICUREZZA STRADALE
Entro luglio si procederà all’apertura del nuovo bando previsto dal secondo Programma Annuale del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (Pnss), predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo quanto previsto dal libro bianco sulla politica europea dei trasporti , che punta a ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali con l’obiettivo minimo di dimezzare il numero di morti sulle strade entro il 2010. La somma attribuita alla Regione consentirà finanziamenti pari a circa 15 milioni di euro, che porteranno a investimenti pari a circa 35 milioni di euro. Gli interventi finanziati dovranno essere concentrati in un’unica proposta in ambiti territoriali denominati " aree zero ", per evidenziarne l’obiettivo tendenziale di azzerare l’incidentalità.

GLI INCIDENTI STRADALI IN EMILIA-ROMAGNA
E’ stato pubblicato il volume dei " Quaderni di Statistica " intitolato " Gli incidenti stradali in Emilia-Romagna ", che raccoglie ed analizza i dati relativi agli incidenti stradali in regione dal 1998 al 2003, con un raffronto anche con gli anni precedenti. Per quanto riguarda le cifre, al continuo aumento del numero dei veicoli circolanti (erano 1.851.707 nel 1980 e 3.338.455 nel 2003) è corrisposta una diminuzione del numero dei morti (da 962 a 700) ed un aumento del numero degli incidenti stessi (da 17.664 a 24.712) e dei feriti (da 23.228 a 34.158) cresciuti, però, proporzionalmente meno del numero dei mezzi.

Per quanto riguarda i giovani , che restano la categoria maggiormente a rischio , fra il 1991 ed il 2003 il numero di morti nelle stragi del sabato sera si è quasi dimezzato , passando da 129 a 71. Lo stesso non può però dirsi per il rapporto di mortalità che, essendo calato del 24%, indica che sono sì diminuiti gli incidenti ed il numero di morti, ma non altrettanto la pericolosità degli incidenti che si verificano in queste notti. Infatti per quanto riguarda la distribuzione degli incidenti durante l’arco della giornata, se il numero dei sinistri è maggiore nelle ore di punta (alle 8 del mattino, dalle 12 alle 13 e tra le 18 e le 19), le ore in cui gli stessi presentano il più alto tasso di mortalità è quella in cui il numero degli incidenti è più basso, cioè dall’1 alle 7 del mattino. Infine, va segnalato che il 75% degli incidenti avviene in città o in zone abitate e il 60% su strade urbane. Altro dato da considerare è quello relativo i cosiddetti utenti deboli delle strade , ossia pedoni e ciclisti, che nel 2003 hanno rappresentato il 13% dei decessi per incidente ed il 4% dei feriti complessivi.

Proprietà dell'articolo
fonte: Romagnaoggi
creato: venerdì 1 luglio 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007