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A Macerata convegno su sicurezza stradale e prevenzione

Arginare un fenomeno aumentando la cultura della sicurezza e della prevenzione .

“ Sicurezza stradale: confrontarsi per prevenire ”. Questo il titolo del convegno che Provincia di Macerata, Università di Camerino (Facoltà di Giurisprudenza) e Associazione provinciale dei familiari e vittime della strada hanno organizzato per venerdì 25 febbraio a Camerino. Sono previsti gli interventi di amministratori, politici, magistrati, medici, giuristi, forze di polizia ed esponenti dell’Aci. L’iniziativa ha il patrocinio dell’ Associazione europea dei familiari e vittime della strada .

A tenere le relazioni del convegno sono stati chiamati Federico Alfredo Bianchi, Fabrizio Lorenzotti, Francesco Saladini e Francesco Testiccioli. Interverranno ai lavori anche il comandante della Polizia municipale Piero Bonarini, il comandante della Polizia stradale , Stefania Minervino, il senatore Mario Cavallaro, il coordinatore nazionale del “ Comitato contro le stragi del sabato sera ”, Carla Mariani Portioli, il presidente regionale dell’Aci, Marco Rogano, il dirigente regionale Paolo Pasquini. Per l’Università interverrà anche il docente Antonio Flamini e per la Provincia gli assessori Cesare Martini (Trasporti) e Alessandro Savi (Servizi sociali). Le conclusioni del convegno spetteranno al senatore Mauro Fabbris, vice presidente della Commissione trasporti del Senato.

Perché si è sentito il bisogno di organizzare il convegno? L’utilità del confronto – ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione l’assessore Conti – deriva dalla necessità di arginare un fenomeno aumentando la cultura della sicurezza e della prevenzione . Negli ultimi quattordici anni lungo le strade del maceratese sono morte più di 600 persone per incidenti stradali. Oltre 25 mila sono stati i feriti. Un bilancio – dal ’91 al 2004 – che obbliga a riflettere e che conferma indirettamente le statistiche nazionali, secondo cui ogni anno in Italia perdono la vita sulle strade più di 9 mila individui.Fra loro sono circa 2 mila i ragazzi di età compresa fra i 12 e i 24 anni, cui si aggiungono un centinaio di bambini e oltre 2.200 donne. Ultimo dato agghiacciante: ogni anno – secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità – vi sono circa un milione di feriti, di cui 24 mila con invalidità permanenti gravi, cioè superiori al 33%. Di fronte alla gravità del problema emerge, quindi, la necessità di confrontarsi per capire in che modo sia possibile interrompere questa interminabile striscia di sangue.

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fonte: IlQuotidiano.it
creato: martedì 1 febbraio 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007