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A Modena i motori si fanno con la "sabbia".

Con la sabbia i bambini fanno i castelli sulla spiaggia, ma a Modena qualcuno ci costruisce i motori della Formula uno .

E' il prodigio della nuova ' macchina della sabbia ' di Democenter, il centro modenese per l'innovazione tecnologica. Unico esemplare in Emilia-Romagna di altri soli otto in tutt'Europa, sfrutta una recente tecnologia per la produzione di oggetti e componenti metallici, irrealizzabili con le tecnologie tradizionali o che prima richiedevano tempi e costi assai più elevati. Si va dalle griglie per i piani cottura delle cucine ai motori degli aerei ultraleggeri, delle macchine della Formula uno e delle moto da corsa più famose. In mezzo, ovviamente, una varietà di componenti meccanici e oggetti tra i più disparati.

Emblematico il nome del laboratorio: Fast-lab (letteralmente 'laboratorio rapido'). Oltre a Democenter fanno parte del progetto il Centro sviluppo materiali di Modena, e tre piccole imprese ad alta tecnologia: Cpc Modelleria meccanica di Modena, Fonderia Scacchetti di San Felice sul Panaro (Modena) e Hydrocontrol di Bologna. Il budget triennale sarà di 814mila euro, 352mila dei quali finanziati dalla Regione".
Ciò che colpisce, oltre alle prestazioni eccezionali della macchina, il cui nome tecnico è ' Eos S750 ' (Eos è il nome del produttore, di Monaco di Baviera) sono la semplicità e la genialità del principio su cui si basa. Tramite un raggio laser è in grado di concretizzare, dentro una cassa di sabbia, qualunque oggetto si desideri. Il raggio laser non fa altro che agglomerare i granelli di sabbia contenuti nella cassa, ma solo nei punti corrispondenti al modello matematico dell'oggetto inserito nel cervello della macchina. Per essere precisi, la sabbia viene stesa da un dispenser strato dopo strato.

Un sottilissimo velo di due decimi di millimetro per volta. Il laser interviene alla stesura di ciascuno strato, disegnando la corrispondente sezione orizzontale dell'oggetto. E' uno spettacolo osservare i guizzi di luce tracciare perfette figure geometriche sulla liscia superficie della sabbia. Quando tutti gli strati sono stati stesi e il contenitore di sabbia è pieno, l'oggetto è già pronto. Non resta che estrarre il contenitore e far defluire tutta la sabbia non agglomerata. All'interno emergerà l'oggetto voluto, di notevole durezza e rifinitura superficiale. Questo oggetto, successivamente sottoposto ad un ciclo di cottura, può essere, a seconda dei casi, l'anima o lo stampo per la fusione di un prototipo, o lo studio per una scultura artistica.

Il modello matematico dell'oggetto da produrre, quando non sia disponibile il progetto in Cad (Computer aided design), viene ottenuto tramite le tecniche di ingegneria inversa. Si prende un esempio dell'oggetto desiderato e lo si sottopone ad una scansione tridimensionale , in grado di produrne un modello geometrico di grande precisione. Di qui il nome di ingegneria inversa. Invece di procedere da un progetto matematico di ingegneria alla realizzazione dell'oggetto, si fa il contrario.
Si parte dall'oggetto concreto e se ne ricava il 'calco' matematico. "Democenter ha acquistato la macchina della sabbia nel 2004 - spiega ancora Perati - ma solo ora si comincia a saggiarne la pienezza delle potenzialità applicative. Gli stessi esperti della casa produttrice di Monaco ci hanno riconosciuto il merito di aver saputo sviluppare un know-how ed una competenza tecnica di impiego della macchina ineguagliati".

Democenter, centro servizi per l'innovazione, è un centro per il trasferimento delle tecnologie dal mondo della ricerca a quello delle imprese. E' costituito come società non-proft tra l'Università di Modena e Reggio Emilia, il Comune, la Provincia, la Camera di commercio di Modena, una quarantina di imprese private, le associazioni di categoria ed altri soci . L'obiettivo principale è quello di facilitare le imprese, soprattutto le piccole e medie, nell'accesso alle nuove e più avanzate tecnologie, grazie ad uno staff di oltre 50 tecnici e ricercatori. I progetti e i servizi di Democenter sono raggruppati in quattro aree: laboratori, innovazione, dimostrazioni e formazione.

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fonte: KatawebMotori
creato: venerdì 1 aprile 2005
modificato: venerdì 23 febbraio 2007