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Zebre rosse, c’è un brevetto modenese.

Plastica di bottiglie e gomma di pneumatici nella mescola dei nuovi pedonali bianco-rossi di via Campi a Modena. Ma resta il problema dei costi.

C’è anche un brevetto modenese per rendere più visibili gli attraversamenti pedonali e rendere più tempestive le frenate. Si tratta di una mescola dove viene usata la plastica riciclata dei pneumatici e quella delle bottiglie di plastica e che vedrà una prima applicazione pratica all’incrocio di via Campi, proprio a Modena.

Qui il Comune ha deciso di adottare sistemi per rendere più visibili ma anche più durature nel tempo le strisce pedonali in città. Colorando le aree di attraversamento di rosso e studiando nuovi materiali. Finora sono cinque i punti della città dove è stata montata una segnaletica innovativa: via Buon Pastore, via Ruffini, via Luosi, via S.Anna e via Vignolese a San Damaso. “Negli ultimi anni siamo passati da 400 milioni a 3 miliardi di lire per la spesa della segnaletica sulle strade” - dice l’ingener Nabil El Ahmadiè, responsabile della manutenzione delle infrastrutture. “Ora occorre un ulteriore salto di qualità”.

Dal 2004 il Comune di Modena controlla almeno ogni cinque mesi le strisce a terra sulle strade di maggior scorrimento e sulle altre ogni otto. Con un occhio molto attento ai nuovi materiali che aumentano la sicurezza, anche se il problema rimangono sempre i costi.

Per rendere l’idea, la classica pennellata bianca che sbiadisce dopo una dozzina di mesi costa 7-8 euro al metro quadrato. Con le resine a freddo si sale a 17, e se si aggiunge la polvere di vetro si arriva a 30 mentre coi laminati plastici si toccano i 45, ma con una garanzia netta di cinque anni.
Ed è con queste nuove resine che procederà il Comune di Modena, che promette il rifacimento di tutti i pedonali attorno alle scuole entro i prossimi cinque anni.
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creato: giovedì 1 luglio 2004
modificato: venerdì 23 febbraio 2007